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U Schiticchiu, gastronomia siciliana a Milano, è il tempio dello street food: la case delle arancine, dei caizzoni frittu e della ravazzata.

Vera e propria icona food della terra del sole, pietra miliare della cultura siciliana, la ravazzata è la scelta perfetta per un pranzo veloce. O per uno spuntino sostanzioso. Perché, se al primo sguardo sembra una morbida brioche ripiena di crema dolce, in realtà è uno scrigno al forno che racchiude un delizioso ragù di carne, pomodoro e piselli, da sempre un must per i siciliani e un sogno per i turisti. La versione fritta, perché esiste anche quella, ha la stessa consistenza ma un nome diverso: è una buonissima bomba calorica, che prende il nome di rizzuola.

L’impasto, morbido e delicato, ti avvolge di quei profumi e sapori che solo la Sicilia ti sa regalare. La patria della ravazzata è Palermo, culla del cibo di strada, dove rosticcerie e bar sfornano fragranti prelibatezze ad ogni ora. Il suo nome, però, non è esclusivo: in quel di Alcamo, nel trapanese, viene utilizzato per indicare un dolcetto di pasta frolla senza uova, ripieno di ricotta e cioccolato. Nel dizionario del 1840 Siciliano-Italiano, il termine ravazzata viene tradotto con “specie di torta”, senza indicare il ripieno.

Nelle case siciliane è degna di nota anche la variante con gli spinaci e la ricotta di pecora, preparata soprattutto nei caldi giorni d’estate. Tra quelle invernali invece si trova la ravazzata con le cimette di cavolfiore lessate, la salsiccia, il primo sale e le olive nere. La ricetta originale è stata riportata ne “La cucina siciliana in 1000 ricette tradizionali”, della gastronoma Alba Allotta.

Per la realizzazione della ravazzata originale, il ragù viene preparato un giorno prima e fatto raffreddare in frigorifero. Mentre per la pasta viene usato lo strutto.

Se volete assaporare il suo gusto unico venite da U Schiticchiu, gastronomia siciliana a Milano!