BlogAnelletti al forno Milano

Un angolo di Sicilia a Milano? Lo trovi da U Schiticchiu.

Ogni giorno, a pranzo e a cena, prepariamo il meglio della gastronomia siciliana espressa. Un esempio? Gli anelletti al forno. O, come li chiamiamo noi, “a pasta u furnu”, un primo palermitano che adorano sia i grandi che i piccini. Ricco timballo, lo prepariamo con quei piccoli “cerchietti” che riescono a sposare perfettamente un condimento così importante. Gli anelletti, infatti, sono ricchi di gusto proprio per i tanti ingredienti che si trovano al loro interno.

L’origine della preparazione viene attribuita alla zona tra Trabia e Termini Imerese, nei mulini costruiti dagli Arabi. Come molte ricette, tuttavia, col tempo anche questa si è trasformata: al posto della tuma utilizziamo oggi il primosale, ad esempio. Ma una cosa proprio non può mancare: il ragù.

L’idea della pasta forata e a forma di cerchietto appartiene al Medioevo. Leggenda vuole che, gli anellini, riprendano la forma degli orecchini portati dalle donne arabe nella nostra meravigliosa terra. Per quanto riguarda il timballo cotto al forno, è la prima tecnica di cottura messa a punto dai Saraceni. Solo più tardi si è passati alla bollitura. Perché ancora oggi si preferisce questo formato di pasta? Per due motivi: il primo è che si presta benissimo per un timballo, il secondo perché è più semplice da trasportare. Soprattutto nelle scampagnate e durante le feste, quando viene condiviso in compagnia.

Ideali caldi, gli anelletti al forno sono perfetti anche a temperatura ambiente: in Sicilia si usano molto come pranzo in spiaggia, mentre a Milano sono l’ideale per un pranzo al parco. Da considerarsi un piatto unico, contengono proteine, carboidrati e fibre. Gli ingredienti che si possono trovare sono i più diversi (carne macinata vaccina e suina, carote, sedano, melanzane, uova sode, formaggio, parmigiano, besciamella, prezzemolo, piselli): noi di U Schiticchiu li prepariamo col ragù di carne, il sugo di pomodoro, le uova sode, le melanzane a dadini, il prosciutto e la mozzarella.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa li cita anche nel suo “Il Gattopardo”: “Padre Pirrone… Appena entrato in casa fu assalito, come sempre, dalla dolcissima furia dei ricordi giovanili: tutto era immutato, il pavimento di coccio rosso come il parco mobilio; l’identica luce entrava dai finestrozzi esigui; il cane Romeo, che latrava breve in un cantone, era il trinipote somigliantissimo di un altro compagno suo nei violenti giochi; e dalla cucina esalava il secolare aroma del ragù che sobbolliva, estratto di pomodoro, cipolle e carne di castrato, per gli anelletti dei giorni segnalati”.

Accompagnati da un ottimo vino della cantina Donnafugata, o perché no, da una birra artigianale o alla spina, gli anelletti al forno vi aspettano nel nostro ristorante. Per sentirsi come in Sicilia, nel cuore di Milano.